PREFAZIONE

Oggi andremo a spiegare il principio di funzionamento e le principali tecniche di posa di un impianto geotermico a bassa entalpia nell’ambito residenziale.

Vorremmo sottolineare come la realizzazione di tale impianto non è così complessa come si potrebbe pensare a primo acchito. L’esperienza maturata in decenni dai Nord Europei ha portato ultimamente anche in Italia questa tipologia di impianti. Possiamo affermare che si tratta di impianti sicuri, solidi con pochi interventi manutentivi e se eseguiti da personale qualificato possono portare a grandissimi risparmi energetici.

FUNZIONAMENTO

Il principio di funzionamento di una pompa di calore Geotermica è simile a quello di una pompa di calore tradizionale (ovvero una p.d.c. Aria/Acqua), sostanzialmente la differenza vera e propria si trova solamente nel circuito secondario di scambio, che nel primo caso si troverà a scambiare calore con il terreno mentre nel secondo caso lo scambierà con l’aria esterna (con evidenti sbalzi di temperatura).

 

TIPOLOGIE DI IMPIANTI GEOTERMICI A BASSA ENTALPIA

Possiamo dividire gli impianti Geotermici  a bassa entalpia in 3 categorie:

1) Impianti con serpentine ORRIZZONTALI

2) Impianti con sonde VERTICALI

3) Impianti con tubazioni in FALDA

 

Gli impianti con serpentine orrizzontali sono ideali per chi vuole da una parte risparmiare rispetto ad una installazione con sonde verticali, dall’altra mantenere un rendimento elevato dell’impianto. Naturalmente questa soluzione impiantistica prevede la proprietà di un discreto giardino (circa 15/20 m²/kW installato).

La più diffusa soluzione con sonde verticali, risulta essere poco invasiva, in quanto le trivellazioni ( 80 / 200 mt) saranno eseguite in pochi m² di superficie. Questa tipologia di impianto ha rendimenti molto elevati data la costanza della temperatura del terreno (vedi grafico sottostante) ma costi iniziali superiori rispetto alla soluzione con serpentine orrizzontali.

Impianto meno diffuso ma non meno importante e significativo è quello con tubazioni che sfociano in acqua di falda, in questo caso lo scambio viene effettuato direttamente con l’acqua, questa soluzione può essere adottata in caso di presenza di acqua previa richiesta d’autorizzazione agli enti locali e/o Regionali. Anche in questo caso si avranno rendimenti elevatissimi e pressochè costanti per tutta la durata dell’anno.

CONCLUSIONI

Per concludere, possiamo affermare che ad oggi la Geotermia a bassa entalpia è molto diffusa nel Nord Europa ma si sta diffondendo anche nella nostra penisola con risultati sorprendenti. Risulta essere economicamente molto conveniente rispetto ad un riscaldamento tradizionale mediante Caldaia (tenendo conto dei costi iniziali e quelli di gestione oltre a quelli di consumo stagionale) infatti il maggior esborso iniziale sarà ammortizzato in circa 5 anni.